Il problema
Un ristorante oggi usa tre o quattro strumenti che non si parlano: il menu in PDF, un portale di prenotazioni che prende una commissione a coperto, una newsletter che nessuno manda e un sito che non si aggiorna. I dati dei clienti restano sparsi, e chi non torna da mesi nessuno lo nota.
Cosa ho costruito
Un solo gestionale, pensato per chi lavora in sala e non ha tempo.
- Mini-sito del locale, con menu, galleria, eventi e novità, pronto appena ci si registra.
- Menu digitale con QR al tavolo, tradotto in più lingue con l'AI.
- Prenotazioni online senza commissioni sul coperto.
- Marketing che fa tornare i clienti: messaggi dopo la prima visita, a chi non si vede da tempo e per il compleanno, coupon personali, carta fedeltà e richiesta di recensione.
- Pilota automatico: ogni lunedì Keft propone 2–3 azioni pronte per riempire il locale, il ristoratore approva con un tocco.
- Portale pubblico «Trova dove mangiare» su cui i locali compaiono: ricerca anche a parole («pizza senza glutine aperta ora»), aperti adesso, vicino a te, prenotazione in un tocco.
- Sala in tempo reale: tavoli, prenotazioni e comande che il cliente manda dal telefono, da confermare con un tocco.
- Abbonamento mensile, con un piano per ogni tipo di locale.
Keft è il banco di prova del mio metodo: lo stesso modo di lavorare che uso per i gestionali dei clienti, applicato a un software che uso, vendo e mantengo io. Ogni scelta tecnica la pago in prima persona.
Come l'ho costruito
Un rilascio piccolo alla volta, spesso più di uno al giorno, ognuno provato prima su un ambiente di prova privato.
L'AI scrive buona parte delle bozze di codice e dei test; io decido l'architettura, rivedo ogni modifica e la porto online. Le scelte importanti sono scritte in una roadmap che si aggiorna a ogni versione, così niente si perde tra una sessione e l'altra.
Sicurezza e dati prima delle funzioni: accesso unico per tutti i locali con verifica via email, dati di ogni ristorante separati dagli altri, consensi privacy e cookie per ogni mini-sito.
Cosa c'è di nuovo
Quello che cambia rispetto ai tanti strumenti separati.
- Il gestionale propone, il ristoratore decide. Ogni lunedì il pilota automatico prepara 2–3 azioni pronte per riempire il locale; il ristoratore le approva con un tocco.
- Si cerca come si parla. Sul portale si scrive «pizza senza glutine aperta ora» e si trovano i locali giusti, aperti adesso e vicini.
- Il menu parla la lingua del cliente. Il menu con QR al tavolo è tradotto in più lingue con l'AI.
- Il cliente ordina, la sala conferma. Dal telefono il cliente manda la comanda dal tavolo; in sala compare in tempo reale e il cameriere la conferma.
- I clienti tornano senza fare niente. Messaggi dopo la prima visita, per il compleanno e a chi non si vede da tempo partono da soli, con coupon personali e richiesta di recensione.
- Un accesso unico, dati separati. Un solo accesso per tutti i locali, con verifica via email; i dati di ogni ristorante restano separati dagli altri.







