La domanda giusta non è «quale è migliore»
WooCommerce e Shopify vendono bene entrambi. La differenza non sta nel carrello, ma in tre cose che si vedono dopo il lancio: quanto paghi ogni mese, come arrivano le fatture al tuo gestionale e chi può mettere le mani sul negozio.
Lavoro soprattutto con WooCommerce, e lo dico subito. Ma ci sono casi in cui Shopify è la scelta più sensata, e in quei casi lo consiglio. Questa nota mette in fila i punti che uso per decidere, con le fonti ufficiali di entrambe le piattaforme.
La differenza di fondo: WooCommerce è un plugin gratuito per WordPress che installi sul tuo server. Shopify è un servizio in abbonamento: il negozio vive sui server di Shopify e paghi un canone.
Costi ricorrenti: cosa paghi davvero ogni mese
Shopify: canone, commissioni, app
Shopify ha tre piani principali, Basic, Grow e Advanced, più Plus per le aziende più grandi. Secondo il centro assistenza, il canone si paga ogni 30 giorni o una volta l'anno con uno sconto, ed è fatturato in euro per chi ha sede in Italia. Non riporto le cifre: la pagina prezzi avverte che i prezzi possono cambiare in base al paese del negozio, quindi vanno letti lì, dall'Italia.
Al canone si sommano tre voci.
- Commissioni sui pagamenti. Con Shopify Payments, disponibile in Italia con un conto in euro, paghi una percentuale su ogni incasso con carta, più bassa salendo di piano.
- Commissioni di transazione. Se usi un altro provider, per esempio Stripe o Nexi, Shopify aggiunge una sua commissione oltre a quella del provider. Sulla pagina prezzi è del 2% con Basic, 1% con Grow, 0,6% con Advanced e 0,2% con Plus. PayPal è esente solo se Shopify Payments è il provider principale.
- App. Molte funzioni si aggiungono con app, spesso in abbonamento mensile e addebitate sulla fattura di Shopify, ognuna con il suo ciclo di 30 giorni.
Le app sono la voce che sorprende di più, perché si accumulano. Un negozio italiano, solo per la parte fiscale, può averne due o tre, come vediamo più sotto.
WooCommerce: hosting, estensioni, manutenzione
Il plugin WooCommerce è gratuito e open source. I costi stanno altrove:
- Hosting. Serve un server adatto: WooCommerce raccomanda PHP 8.3 o successivo, MySQL 8.0 o MariaDB 10.6, almeno 256 MB di memoria e HTTPS. Un hosting da pochi euro spesso non basta per un negozio con molti prodotti.
- Estensioni. Alcune sono gratuite, altre a pagamento, di solito con licenza annuale. Per esempio B2B for WooCommerce costa 149 dollari l'anno.
- Manutenzione. Aggiornamenti, backup, controlli di sicurezza. Non è facoltativa: WooCommerce ha già annunciato che dalla versione 11.6, prevista per febbraio 2027, servirà almeno PHP 8.1. Qualcuno deve accorgersene e aggiornare il server per tempo.
Con Shopify server, sicurezza e aggiornamenti della piattaforma sono nel canone. Con WooCommerce li paghi a parte, ma scegli tu fornitore e livello di servizio.
Fatturazione elettronica: Danea, Fatture in Cloud, SDI
Per un'azienda italiana questo punto spesso decide da solo.
Su WooCommerce il collegamento ai gestionali italiani è maturo. Danea elenca tra le integrazioni certificate due plugin per WooCommerce, e sul repository di WordPress ci sono plugin gratuiti come WC Importer for Danea. Con Fatture in Cloud si lavora tramite le sue API pubbliche. Il checkout si modifica liberamente: la scelta privato o azienda, partita IVA, codice destinatario e PEC si aggiungono con un plugin o con poche righe di codice. Ne ho scritto in dettaglio nelle note su Danea e WooCommerce e su Fatture in Cloud e WooCommerce.
Su Shopify si passa dalle app. Esempi dallo Shopify App Store, con i prezzi in dollari consultati a ottobre 2026:
- Danea Easyfatt Import/Export: da 19 a 39 dollari al mese in base al numero di prodotti. La pagina precisa che serve Easyfatt in versione Enterprise One o Enterprise.
- GetSync per Fatture in Cloud: gratuita fino a 50 ordini o prodotti al mese, poi da 12,50 a 59,50 dollari al mese.
- Dati Fatturazione Elettronica: 9,99 dollari al mese per raccogliere partita IVA, codice SDI o PEC. Non emette fatture e non trasmette nulla allo SDI.
C'è un limite tecnico da conoscere. Shopify permette app e campi personalizzati nelle pagine di checkout con indirizzo, spedizione e pagamento solo sul piano Plus. Sugli altri piani i dati fiscali si chiedono nel carrello o dopo l'acquisto, nella pagina di ringraziamento.
Vale per entrambe le piattaforme. Il negozio raccoglie i dati e passa l'ordine; la fattura la emette il gestionale. Se due programmi numerano documenti, prima o poi trovi buchi o doppioni. Per il percorso completo fino allo SDI c'è la nota su cosa serve per la fatturazione elettronica dal sito.
Proprietà dei dati e del codice
Con WooCommerce database, file e codice stanno sul tuo server. La pagina ufficiale del plugin lo dice in modo esplicito: i dati del negozio sono tuoi. Puoi cambiare hosting o sviluppatore senza chiedere permesso a nessuno.
Con Shopify i dati restano accessibili ed esportabili: prodotti, clienti e ordini si scaricano in CSV. Ma ci sono limiti pratici. Nell'esportazione dei prodotti le immagini non sono incluse nel file, e i cataloghi con migliaia di varianti vanno esportati a pezzi. Il tema, scritto nel linguaggio di Shopify, funziona solo su Shopify: se un giorno cambi piattaforma, la grafica si rifà.
Non è un difetto, è il modello. Paghi un servizio che gestisce tutto, e in cambio resti dentro quel servizio.
Personalizzazione, B2B e listini
Per un negozio che vende a privati con un catalogo lineare, entrambe le piattaforme bastano.
Le differenze emergono con le regole particolari: listini per rivenditori, quantità minime, pagamento a 30 giorni, prezzi nascosti a chi non è registrato.
Shopify ha funzioni B2B native anche sui piani base. Secondo il centro assistenza, Basic, Grow e Advanced includono profili azienda, regole sulle quantità, sconti per volume e pagamento a termine, ma con un massimo di 3 cataloghi B2B in totale. Cataloghi illimitati, acconti e pagamenti parziali sono solo su Plus.
WooCommerce non ha un B2B completo di serie, ma si costruisce con estensioni o codice su misura: prezzi per ruolo, prezzi nascosti, richiesta di preventivo. Il vantaggio è che non c'è un tetto di piano: se hai dieci listini per dieci tipi di cliente, li gestisci. E se i listini vivono già in Danea, possono arrivare al sito da lì.
Velocità e SEO
Su questo punto non ci sono vincitori a prescindere. Un negozio Shopify o WooCommerce può essere veloce o lento: dipende da cosa ci metti sopra.
Su Shopify il server non è un problema tuo. Il rischio sono tema e app: lo stesso centro assistenza indica tema e app installate tra i fattori che pesano di più sulla velocità, e avverte che disinstallare un'app non rimuove in automatico il suo codice dal tema.
Su WooCommerce pesano anche hosting, cache e numero di plugin. Ho raccolto le cause più comuni nella nota su WordPress lento.
Per la SEO entrambe permettono titoli, descrizioni, indirizzi leggibili e redirect. Con WordPress hai più libertà su struttura dei contenuti, dati strutturati e pagine editoriali; con Shopify lavori dentro le regole della piattaforma. Se vuoi un punto di partenza sul tuo sito attuale, c'è il controllo gratuito.
Chi lo gestisce dopo il lancio
È la domanda che si fa per ultima e che pesa di più.
Con Shopify il pannello è semplice e il personale lo impara in fretta. Gli account aggiuntivi per i collaboratori dipendono dal piano: sulla pagina prezzi Basic non ne include, Grow ne prevede 5, Advanced 15. Se hai un magazziniere, un commerciale e chi cura il sito, è un dettaglio da guardare prima.
Con WooCommerce gli utenti sono illimitati, ma serve qualcuno che segua aggiornamenti e backup. Se in azienda non c'è, va messo in conto un servizio di assistenza.
Quando consiglio Shopify:
- negozio piccolo o in fase di prova, con poche decine di prodotti;
- nessun gestionale da collegare, o fatture fatte a mano per pochi ordini;
- nessuno che possa seguire server e aggiornamenti, e nessun budget per farlo seguire;
- bisogno di partire in poche settimane con un tema pronto.
Quando consiglio WooCommerce:
- fatture e magazzino in Danea Easyfatt o Fatture in Cloud, da collegare bene;
- vendita a rivenditori con listini e regole proprie;
- checkout con campi fiscali italiani, senza passare a Plus;
- volontà di possedere dati, codice e grafica, e di cambiare fornitore se serve.
WooCommerce e Shopify a confronto
| Tema | WooCommerce | Shopify |
|---|---|---|
| Software | Plugin gratuito e open source | Servizio in abbonamento |
| Costi fissi | Hosting, estensioni, manutenzione | Canone del piano e app |
| Commissioni della piattaforma | Nessuna, solo quelle del provider di pagamento | Su Shopify Payments; con altri provider una commissione di transazione in più |
| Fattura elettronica | Plugin e API per Danea e Fatture in Cloud | App di terze parti, spesso a canone |
| Campi fiscali al checkout | Liberi | Nelle pagine di checkout solo con Plus |
| B2B e listini | Con estensioni o su misura, senza tetto | Nativo, fino a 3 cataloghi sotto Plus |
| Dati e codice | Sul tuo server | Esportabili in CSV, tema non trasferibile |
| Manutenzione | A carico tuo o dell'assistenza | Inclusa per la piattaforma |
Quanto costa
Un e-commerce WooCommerce realizzato da me parte da € 4.500, con consegna in 6 settimane. Il collegamento con Danea Easyfatt parte da € 1.500, quello con Fatture in Cloud da € 1.200; se ti serve l'invio diretto allo SDI senza gestionale, da € 1.500.
Dopo il lancio, hosting, aggiornamenti, backup e piccoli interventi sono coperti dal piano di assistenza per e-commerce, da € 190. È la voce da confrontare con canone e app di Shopify, a parità di anni.
Se stai rifacendo un negozio esistente, anche da Shopify, il prezzo cambia in base a quanti prodotti e indirizzi vanno trasferiti. Per una stima sul tuo caso c'è il calcolatore del preventivo; per gli altri costi di un sito, la nota su quanto costa un sito web.